Uno dei metodi di affinamento della propria pronuncia è sicuramente quello di ascoltare un madrelingua.
In tal senso possiamo utilizzare diversi "strumenti didattici" quali per esempio la visione di film in lingua con sottotitoli in lingua, l'ascolto di canzoni, utilizzare piattaforme sul web che danno la possibilità di effettuare videochiamate con persone che condividono lo stesso interesse, apprendere la lingua, sicuramente tutti sistemi efficaci che tra l'altro danno la possibilità di ampliare la propria cultura generale ma oggi voglio parlarvi delle letture semplificate.
Per letture semplificate intendiamo i cosiddetti audiolibri con in allegato il testo, chiaramente limitarsi all'ascolto soprattutto in una fase iniziale dell'apprendimento potrebbe risultare poco proficuo, in pratica con le letture semplificate si tratta di leggere insieme ad un madrelingua, seguendo testo e audio infatti faremo nostri elementi di grammatica, di fonetica nonchè di cultura in un modo estremamente semplice e piacevole, provare per credere. Tra l'altro bisogna considerare la preziosa possibilità di riprodurre gli audio su diversi dispositivi elettronici ormai facenti parte della vita di tutti noi o quasi.
Il costo delle letture semplificate si aggira sui 10 euro, non sono difficili da reperire.
Ad ogni modo cercherò di inserire sul blog periodicamente degli audiolibri da fruire gratuitamente, se non vuoi perderti nessun aggiornamento segui la pagina facebook.
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venerdì 17 ottobre 2014
lunedì 30 giugno 2014
Non, je ne regrette rien - La chanson du lundi #2
Non, je ne regrette rien è una canzone del 1956 composta da Charles Dumont con testo di Michel Vaucaire, intepretata da Edith Piaf.
La cantante considerava Charles Dumont un piccolo cantante da strapazzo, al quale riservò dei giudizi, gratuiti e poco lusinghieri. Pur non essendo il Dumont un fan della cantante, ha un grande sogno: far cantare una sua canzone alla legendaria Edith Piaf. Dopo numerosi rifiuti ella decide di incontrarlo e quando ascoltò le note che il piano di Charles Dumont suonava chiese di risuonarla più e più volte, alla fine gli disse con tono sicuro che quella canzone avrebbe fatto il giro del mondo!
Nell'autunno del 1960 le forze l'abbandonano ed è da oltre un anno che nessuno le offre una scrittura, nello stesso periodo si diffonde la voce che l'Olympia è in bancarotta, il direttore del celebre teatro dopo aver o licenziato gran parte del personale per necessità si reca da Edith Piaf alla quale le implora di aiutarlo. La cantante accetta di cantare la sua nuova canzone "Non, je ne regrette rien", all'indomani dell'esordio della nuova canzone tutti i negozi di dischi furono presi d'assalto! I negozi non riuscivano ad accontentare tutti i clienti, le fabbriche hanno dovuto lavorare di notte per coprire la richiesta che proveniva dai negozi.
Dopo l'esibizione il pubblico, costituito in gran parte da celebrità dello spettacolo, l'ha applaudita per più di mezzora.
Aveva firmato contratti per almeno cento concerti, talvolta due nella stessa sera, contro i consigli dei dottori è andata avanti fino alla fine. In uno dei suoi ultimi concerti disse:" niente è grave, tutto ricomincia, se le cose iniziano male possono solo andare meglio e quando già vanno male non possono andare peggio perciò vanno meglio, c'è sempre una speranza anche quando sembra che tutto vada per il peggio" messaggio di conforto e speranza rivolto a chi come lei aveva attraversato e stava attraversando un momento difficile.
Muore il 10 ottobre 1963 a Grasse e viene trasportata segretamente a Parigi, città nella quale voleva morire, a bordo di un'autoambulanza.
Di seguito un tratto del film " La vie en rose " di Olivier Dahan (CLICCA QUI PER LO STREAMING) dove Marion Cotillard che interpreta Edith Piaf canta NON, JE NE REGRETTE RIEN. Nello stesso vi è la traduzione in italiano del testo.
Non, je ne regrette rien
Ni le bien qu'on m'a fait
Ni le mal; tout ça m'est bien égal !
Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien
C'est payé, balayé, oublié
Je me fous du passé !
Avec mes souvenirs
J'ai allumé le feu
Mes chagrins, mes plaisirs
Je n'ai plus besoin d'eux !
Balayées les amours
Et tous leurs trémolos
Balayés pour toujours
Je repars à zéro
Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien
Ni le bien qu'on m'a fait
Ni le mal; tout ça m'est bien égal !
Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien
Car ma vie, car mes joies
Aujourd'hui, ça commence avec toi
No, non rimpiango niente!
Né il bene né tutto il male che m'hai fatto, e mi sta bene così.
No, niente di niente!
No, non rimpiango niente!
È stato tutto saldato, spazzato via, dimenticato.
Me ne fotto del passato.
Coi miei ricordi,
innesco la fiamma,
i miei dispiaceri ed i miei piaceri,
non ho più bisogno di essi.
Rimossi gli amori
e tutti i loro tremoli,
dimenticati per sempre.
Riparto da zero.
No, niente di niente!
Neanche del bene che m'hai fatto.
No, niente di niente!
Poiché oggi, la mia vita, le mie gioie
tutto riparte con te.
La cantante considerava Charles Dumont un piccolo cantante da strapazzo, al quale riservò dei giudizi, gratuiti e poco lusinghieri. Pur non essendo il Dumont un fan della cantante, ha un grande sogno: far cantare una sua canzone alla legendaria Edith Piaf. Dopo numerosi rifiuti ella decide di incontrarlo e quando ascoltò le note che il piano di Charles Dumont suonava chiese di risuonarla più e più volte, alla fine gli disse con tono sicuro che quella canzone avrebbe fatto il giro del mondo!
Nell'autunno del 1960 le forze l'abbandonano ed è da oltre un anno che nessuno le offre una scrittura, nello stesso periodo si diffonde la voce che l'Olympia è in bancarotta, il direttore del celebre teatro dopo aver o licenziato gran parte del personale per necessità si reca da Edith Piaf alla quale le implora di aiutarlo. La cantante accetta di cantare la sua nuova canzone "Non, je ne regrette rien", all'indomani dell'esordio della nuova canzone tutti i negozi di dischi furono presi d'assalto! I negozi non riuscivano ad accontentare tutti i clienti, le fabbriche hanno dovuto lavorare di notte per coprire la richiesta che proveniva dai negozi.
Dopo l'esibizione il pubblico, costituito in gran parte da celebrità dello spettacolo, l'ha applaudita per più di mezzora.
Aveva firmato contratti per almeno cento concerti, talvolta due nella stessa sera, contro i consigli dei dottori è andata avanti fino alla fine. In uno dei suoi ultimi concerti disse:" niente è grave, tutto ricomincia, se le cose iniziano male possono solo andare meglio e quando già vanno male non possono andare peggio perciò vanno meglio, c'è sempre una speranza anche quando sembra che tutto vada per il peggio" messaggio di conforto e speranza rivolto a chi come lei aveva attraversato e stava attraversando un momento difficile.
Muore il 10 ottobre 1963 a Grasse e viene trasportata segretamente a Parigi, città nella quale voleva morire, a bordo di un'autoambulanza.
Di seguito un tratto del film " La vie en rose " di Olivier Dahan (CLICCA QUI PER LO STREAMING) dove Marion Cotillard che interpreta Edith Piaf canta NON, JE NE REGRETTE RIEN. Nello stesso vi è la traduzione in italiano del testo.
Non, je ne regrette rien
Non, rien de rienNon, je ne regrette rien
Ni le bien qu'on m'a fait
Ni le mal; tout ça m'est bien égal !
Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien
C'est payé, balayé, oublié
Je me fous du passé !
Avec mes souvenirs
J'ai allumé le feu
Mes chagrins, mes plaisirs
Je n'ai plus besoin d'eux !
Balayées les amours
Et tous leurs trémolos
Balayés pour toujours
Je repars à zéro
Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien
Ni le bien qu'on m'a fait
Ni le mal; tout ça m'est bien égal !
Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien
Car ma vie, car mes joies
Aujourd'hui, ça commence avec toi
No, non rimpiango niente!
No, niente di niente!No, non rimpiango niente!
Né il bene né tutto il male che m'hai fatto, e mi sta bene così.
No, niente di niente!
No, non rimpiango niente!
È stato tutto saldato, spazzato via, dimenticato.
Me ne fotto del passato.
Coi miei ricordi,
innesco la fiamma,
i miei dispiaceri ed i miei piaceri,
non ho più bisogno di essi.
Rimossi gli amori
e tutti i loro tremoli,
dimenticati per sempre.
Riparto da zero.
No, niente di niente!
Neanche del bene che m'hai fatto.
No, niente di niente!
Poiché oggi, la mia vita, le mie gioie
tutto riparte con te.
domenica 29 giugno 2014
La vie en rose (La Môme) film streaming con sottotitoli in francese
Trama
La vita di Edith Giovanna Gassion, meglio nota come Edith Piaf, dal 1915 al 1963: dall'infanzia difficile (viene abbandonata dalla madre, cresce in un bordello, è obbligata a esibirsi per strada con il padre) fino al successo in Francia e a New York. Si susseguono poi la sfortunata storia d'amore con il pugile Marcel Cerdan, i gravi problemi di salute, l'abbandono delle scene...CLICCA SULL'IMMAGINE PER VEDERE IL FILM
sabato 28 giugno 2014
Il favoloso mondo di Amélie (Le Fabuleux Destin d'Amélie Poulain) Streaming con sottotitoli in francese
Il favoloso mondo di Amélie (Le Fabuleux Destin d'Amélie Poulain) è un film scritto e diretto da Jean-Pierre Jeunet ed interpretato da Audrey Tautou e Mathieu Kassovits.

Di seguito il trailer del film e il collegamento allo streaming.
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Trama
Amélie, una ragazza di vent'anni che arriva da Montmatre, un giorno scopre di avere una missione da compiere: alleviare le pene degli altri. Anche dolori e frustrazioni minime: la solitudine della vicina di casa, lasciata dal compagno, o quella dell'anziano genitore che augura al nanetto del giardino lunghi viaggi in paesi esotici, quelli che lui ha sempre sognato. A un certo punto Amélie si innamora di uno come lei, un tizio caduto dalla Luna che colleziona frammenti di fototessere gettati via. Vivranno il principe azzurro e la sua fatina, felici e contenti?Di seguito il trailer del film e il collegamento allo streaming.
CLICCA SULL'IMMAGINE PER VEDERE IL FILM
lunedì 23 giugno 2014
Le espressioni idiomatiche francesi - Les expressions idiomatiques n° 1
L'espressione idiomatica è un elemento lessicale complesso più lungo di una parola ma più corto di una frase, un insieme di parole il cui significato letterale non ha nulla a che fare con quello figurato.
L'espressione idiomatica è un carattere distintivo di una cultura, elemento di saggezza popolare.
E' bene sapere, quindi, che la stessa espressione idiomatica non va tradotta letteralmente da una lingua all'altra. Di seguito una parte delle expressions idiomatiques francesi più comuni:
Mettre les pieds dans le plat potrebbe probabilmente farci pensare a " sputare nel piatto dove si mangia " magari.
In francese dice mettre le pieds dans le plat quando
si rivolge una domanda difficile con brutale franchezza.
Con un esagerata impudenza si commette un'indiscrezione imperdonabile.
Donner sa langue au chat. Si utilizza questa espressione quando si abbandona una conversazione, quando si rinuncia a trovare una risposta o a cercare una soluzione
Être lessivé può avere un triplice significato:
L'espressione idiomatica è un carattere distintivo di una cultura, elemento di saggezza popolare.
E' bene sapere, quindi, che la stessa espressione idiomatica non va tradotta letteralmente da una lingua all'altra. Di seguito una parte delle expressions idiomatiques francesi più comuni:
Mettre les pieds dans le plat potrebbe probabilmente farci pensare a " sputare nel piatto dove si mangia " magari.
In francese dice mettre le pieds dans le plat quando
si rivolge una domanda difficile con brutale franchezza.
Con un esagerata impudenza si commette un'indiscrezione imperdonabile.
Donner sa langue au chat. Si utilizza questa espressione quando si abbandona una conversazione, quando si rinuncia a trovare una risposta o a cercare una soluzione
Être lessivé può avere un triplice significato:
- essere rimasto senza forze, esausto. (Es. dopo una dura giornata di lavoro)
- essere rimasto fuori da una gara, una competizione.
- essere licenziato.
domenica 22 giugno 2014
Le Petit Prince - audiolivre - (il piccolo principe letto in francese con sottotitoli in francese)
Il piccolo principe è uno di quei magici libri che tutti dovremmo avere, dovremmo leggere, rileggere...
Un vero toccasana per l'anima. Di seguito la lettura del libro con i relativi sottotitoli in francese.
Un vero toccasana per l'anima. Di seguito la lettura del libro con i relativi sottotitoli in francese.
Le scaphandre et le papillon - Film in francese con sottotitoli in francese (streaming)
Trama
Jean-Dominique Bauby si risveglia dopo un lungo coma in un letto d'ospedale. È il caporedattore di 'Elle' e ha accusato un malore mentre era in auto con uno dei figli. Jean-Do scopre ora un'atroce verità: il suo cervello non ha più alcun collegamento con il sistema nervoso centrale. Il giornalista è totalmente paralizzato e ha perso l'uso della parola oltre a quello dell'occhio destro. Gli resta solo il sinistro per poter lentamente riprendere contatto con il mondo. Dinanzi a domande precise (ivi compresa la scelta delle lettere dell'alfabeto ordinate secondo un'apposita sequenza) potrà dire "sì" battendo una volta le ciglia oppure "no" battendole due volte. Con questo metodo riuscirà a dettare un libro che uscirà in Francia nel 1997 con il titolo che ora ha il film.
L'occhio del protagonista diventa la soglia che permette al pesante e inerte scafandro del suo corpo di liberare (anche se faticosamente) la farfalla del pensiero. La voce interiore imprigionata di Jean-Do ci rivela al contempo l'orrore della condizione e l'indomabile spinta all'espressione di sé. Il giornalista pensa, desidera, soffre, grida dentro di sé. È un grido in cerca di una bocca che possa tradurlo in suoni e parole. Il battito delle ciglia (che ricorda non a caso il battito d'ali di una farfalla) si traduce in lettere e le lettere in parole. Schnabel e Amalric riescono a non fare retorica e al contempo a commuovere profondamente liberandosi dal falso pietismo che spesso accompagna queste storie 'vere'. Raggiungono il risultato grazie a un attento lavoro di flasback che si integra alla perfezione con la descrizione di un corpo che da apertura al mondo si è trasformato in sepolcro. Tutto ciò senza lanciare proclami né a difesa strenua della vita né a favore dell'eutanasia. Il che, di questi tempi, è già un merito di per sé.
CLICCA SULL'IMMAGINE PER GUARDARE IL FILM
Jean-Dominique Bauby si risveglia dopo un lungo coma in un letto d'ospedale. È il caporedattore di 'Elle' e ha accusato un malore mentre era in auto con uno dei figli. Jean-Do scopre ora un'atroce verità: il suo cervello non ha più alcun collegamento con il sistema nervoso centrale. Il giornalista è totalmente paralizzato e ha perso l'uso della parola oltre a quello dell'occhio destro. Gli resta solo il sinistro per poter lentamente riprendere contatto con il mondo. Dinanzi a domande precise (ivi compresa la scelta delle lettere dell'alfabeto ordinate secondo un'apposita sequenza) potrà dire "sì" battendo una volta le ciglia oppure "no" battendole due volte. Con questo metodo riuscirà a dettare un libro che uscirà in Francia nel 1997 con il titolo che ora ha il film.
L'occhio del protagonista diventa la soglia che permette al pesante e inerte scafandro del suo corpo di liberare (anche se faticosamente) la farfalla del pensiero. La voce interiore imprigionata di Jean-Do ci rivela al contempo l'orrore della condizione e l'indomabile spinta all'espressione di sé. Il giornalista pensa, desidera, soffre, grida dentro di sé. È un grido in cerca di una bocca che possa tradurlo in suoni e parole. Il battito delle ciglia (che ricorda non a caso il battito d'ali di una farfalla) si traduce in lettere e le lettere in parole. Schnabel e Amalric riescono a non fare retorica e al contempo a commuovere profondamente liberandosi dal falso pietismo che spesso accompagna queste storie 'vere'. Raggiungono il risultato grazie a un attento lavoro di flasback che si integra alla perfezione con la descrizione di un corpo che da apertura al mondo si è trasformato in sepolcro. Tutto ciò senza lanciare proclami né a difesa strenua della vita né a favore dell'eutanasia. Il che, di questi tempi, è già un merito di per sé.
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